Milena Gabanelli: i figli e figliastri di mamma Rai

Milena Gabanelli: i figli e figliastri di mamma Rai

-Gianfri– Grande  risalto mediatico ha avuto in questi giorni la vicenda relativa alla giornalista della Rai Milena Gabanelli e in che modo l’azienda pubblica l’abbia trattata.

Apprendendo i particolari ho ricordato un episodio accaduto alcuni anni fa: protagonista un altro giornalista di mamma Rai, uscito dalla finestra con una liquidazione milionaria, eravamo ancora alla lira, e rientrato dal portone sotto la forma di contratti annuali che gli consentono tutt’oggi di incassare milioni di euro per i suoi talk show.

Provo amarezza nel considerare che in tutti i settori della pubblica amministrazione esistano due pesi e due misure.

Ma torniamo all’episodio cui facevo cenno.

Mi trovavo a Roma, nei pressi di Piazzale Clodio, in compagnia di un amico inglese di origine italiana. Al semaforo, in attesa di attraversare la strada, incrociammo una vettura blu, di grossa cilindrata, mi pare una Mercedes. Sul tettuccio faceva spicco in bella mostra il solito funghetto, cioè il lampeggiante in dotazione alle auto delle forze dell’ordine e delle automobili facenti parte del parco macchine delle istituzioni.

Sbirciando all’interno dell’abitacolo dell’auto ferma al semaforo, individuammo un signore accanto all’autista, signore a me noto ma perfettamente sconosciuto per il mio amico che viveva in Inghilterra e che, incuriosito, mi domandò chi mai fosse quella personalità.

Ebbi qualche difficoltà a spiegargli che all’interno di quell’auto blu non ci fosse nessuna personalità, ma un giornalista del Rai, perdipiù pensionato con una cospicua liquidazione e che continuava a collaborare a suon di contratti milionari.

Il mio accompagnatore allora mi domandò, incredulo, se tutti i giornalisti del servizio pubblico, godessero dello stesso trattamento.

Con imbarazzo fui costretto a rispondere che era un privilegio dei pochi nelle grazie del governo o del potente di turno.

“Ma la scorta, l’auto blu, è stato forse minacciato?” incalzava il mio accompagnatore.

“Si autominacciano – fu la mia risposta- così da poter fare antimafia in un certo modo,  compiacendo il  loro padrone”.

Giornalisti che si scagliano contro magistrati dalla schiena dritta che indagano su criminalità organizzata e mafia e ancora oggi sono sempre le stesse testate e gli stessi giornalisti, con l’aggiunta di nuovi, a sparare bordate alzo zero contro gli inquirenti.

E’ proprio vero che certi pennivendoli devono essere per forza di parte, sempre a fianco del governo di turno, ambigui e abili nell’annusare l’aria che tira e in che direzione va il vento.

Schiera cui non potranno mai appartenere giornalisti come Milena Gabanelli e, per fortuna, tantissimi altri, liberi come lei.

9 settembre 2017

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COMMENTS

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    Pablo 4 mesi

    Milena fonda un giornale, io pagherei per sentirti parlare! Rinuncerei alla pizza per abbonarmi al tuo serrimanale.

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    Pablo 4 mesi

    FInirà che anche una mente come la Gabanelli se ne andrà all’estero!
    Se la stanno già litigando. Come sarebbe l’Italia senza un personaggio come lei?