Dov’è finito il Lando nazionale?

Dov’è finito il Lando nazionale?

-Ghino di Punta-  E’ domenica pomeriggio. Un “pomeriggio spompo di domenica”, per dirla alla Ligabue.

Uno di quei pomeriggi in cui sono conteso tra l’uscire a fare una passeggiata, oppure accoccolarmi sul divano a guardare la tv. Faccio zapping, e fortunatamente (ricordiamo che per i latini la fortuna era una vox media) finisco sul Grande Fratello Vip, condotto dall’indomita Barbara D’Urso. Il grande tema intellettuale che si dibatte nel consesso mi incolla letteralmente allo schermo: si disquisisce sul comportamento di uno dei componenti della casa, che oscenamente ha toccato il sedere ad una soubrette di dubbio gusto, “attrice” erotica del passato.

 Il tema è caldo, più o meno quanto quello dell’occupazione in Italia. Ed ecco ergersi il defensor civitate, il conduttore Cecchi Paone, che addita il comportamento dell’uomo come osceno, vergognoso, tipico di quei maschi porci e libidinosi che, a suo dire, hanno rovinato la società italiana. Come direbbe Lubrano, una domanda sorge spontanea: ma non eravamo noi italiani, negli anni ’70, il prototipo del maschio latino che abbordava le svedesi a Rimini?

 Quelli con canotta nera e collanazza d’oro al collo, che costituivano il topos erotico che attraversava i sogni di ogni donna del nord europa? Evidentemente, per citare un famosissimo film di Jack Nicholson, qualcosa è cambiato. In peggio, direi. Il percorso evolutivo del maschio italiano può così riassumersi: prima cacciatore, spregiudicato, seduttore, giustamente affamato come un lupo andava a caccia di donne, le seduceva, le scopava.

Poi, passando dal femminilnovo (crasi tra femminismo e dolce stilnovo), la donna diventa la Beatrice da venerare.

Alla moglie non si chiede più di consumare l’amore, il sesso ed i suoi giochi nel caldo dell’alcova: la si eleva a Monaca di Monza, tant’è che il marito sfoga i propri istinti sessuali con l’amante, e la moglie si fa brutalmente penetrare dall’insegnate brasiliano di Zumba.

Ora, il maschio, che vede tristemente allontanarsi il suo primato da Lando Buzzanca, anzichè combattere come un guerriero templare, getta la spugna. Zumba vince su Lando 3-0 a tavolino. E qui arriviamo davvero al parossismo: il maschio italiano delega la penetrazione delle proprie donne agli insegnanti di zumba, di salsa e bachata, e si femminilizza. Si depila, si fa la mani-pedi cure, arriva a truccarsi e perfino a travestirsi da donna, richiedendo a transessuali di penetrarlo con violenza (Lapo docet).

Si opera una specie di transfert, io che non sono più in grado di penetrare mia moglie, delego questo difficile ruolo al rude brasiliano, e per converso sublimo la mia sessualità praticando l’auto (o l’etero) penetrazione. Il mio pene diventa quello del brasiliano che penetra mia moglie a Zumba, e penetra anche me nelle notti brave con le trans.

Perfetto, direbbe Cecchi Paone, siamo tutti contenti ed il cerchio si chiude.

 Eh no! proprio no! Perché ora entra in gioco la sostenibilità sociale del fenomeno, e qui casca l’asino. Una coppia di fidanzati eterosessuali alcuni giorni fa è stata pestata davanti ad una moschea, perché baciandosi davanti alla chiesa musulmana aveva urtato la sensibilità di Allah. Assistiamo impotenti ai gay prides, luoghi in cui giustamente, gli omosessuali rivendicano i propri diritti.

 Se però, in una casa di merda, di un programma di merda, un maschio etero tocca il sedere ad una donna, tutti pronti a crocifiggerlo: porco! maschilista! rovina della società!

Allora, diciamola tutta: se ai gay è consentito estrinsecare le proprie tendenze sessuali, lo stesso diritto va accordato agli eterosessuali. Perchè non c’è davvero nessuna differenza: ognuno ha i gusti che ha, ed i gusti non si discutono.

Ma se io affermo il diritto di una coppia gay di baciarsi in una piazza, perchè così rivendica un proprio diritto, alla coppia etero non devo rimproverare se fa la stessa cosa, ritenendola gravemente offensiva della sensibilità religiosa. Altrimenti, siamo al razzismo al contrario. Ora, posto che la sensibilità di Cecchi Paone sta allo scrivente come il due di bastoni sta alla briscola di coppe, non ho vergogna di dire che io sogno ancora il Lando. Voglio che il maschio italiano si riappropri di un ruolo che tanto faticosamente si era ritagliato: cacciatore, non preda, seduttore, non sedotto, penetrante, non penetrato. Si badi bene: cosa succederà quando anche gli ultimi maschi latino-italici si saranno estinti? Sarà la morte della nostra società. Chi difenderà le donne italiane dalla sana violenza sessuale delle civiltà emergenti?

 Non credo proprio Cecchi Paone. Io, da bravo italiano, quoto ancora per una volta per il Lando.

19 ottobre 2017

 

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