Nudi in sauna o inseguiti dal diavolo: così l’Europa festeggia il Natale

Nudi in sauna o inseguiti dal diavolo: così l’Europa festeggia il Natale

-Redazione– Altro che renna e Babbo Natale: a poca distanza dalla “casa” finlandese di Santa Claus, la tradizione vuole che a portare i regali sia il “julbocken”, il caprone di Natale.

 Un uomo vestito da julbocken faceva irruzione nelle case portando i doni ai più piccoli. Questa figura è stata a poco a poco soppiantata da Santa Claus, ma resiste ancora in diverse aree del paese. Lo testimonia il Gävle Goat, statua di 13 metri raffigurante un gigantesco caprone, che viene eretta nel primo fine settimana dell’Avvento con l’obiettivo di venire incendiata a Capodanno. Purtroppo, questa statua è accompagnata da una sorta di maledizione: quasi ogni anno, o per incidenti o per atti di vandalismo, viene distrutta anzitempo.

L’Olanda puo’ una tradizione natalizia scatenare un dibattito sul razzismo che arriva fino all’Onu? La risposta è affermativa se si va bei Paesi Bassi: qui troviamo Zwarte Piet, o Black Pete, l’aiutante di Sinterklaas (la versione olandese di San Nicola). Il suo compito è distribuire caramelle ai bambini. Fin qui nulla di male, se non fosse che Black Pete, come suggerisce il nome, non solo ha la pelle nera ma viene mascherato con tutti i simboli tipici di come i vecchi coloni olandesi raffiguravano, in chiave razzista, gli africani: afros, orecchini e labbra rosse. Per questo, i cittadini olandesi delle ex colonie, come il Suriname, hanno chiesto di rivedere la tradizione.

Il 20 dicembre, i rumeni che vivono nelle aree rurali festeggiano l’arrivo del Natale e del nuovo anno pugnalando e bruciando un maiale. La festa si chiama Ignat e dovrebbe essere liberamente ispirata alla storia di sant’Ignazio di Antiochia, che fu gettato tra i leoni per non aver abbandonato Cristo. Ma quel legame è probabilmente solo un modo per dare a un antico rituale pagano una dimensione cristiana. Durante la Ignat, mostri la tua ricchezza ai tuoi vicini invitandoli a banchettare con il maiale più grande che riesci a trovare. O se ancora il maiale è vivo, chiedi ai vicini di aiutarti mentre tagli la gola all’animale. L’Ue ha vietato questo rituale. Ma in Romania è ancora molto in voga.

Non sarà cruenta come quella rumena, ma la tradizione catalana del Tió de Nadal non manca di una certa “violenza”. Si tratta di un ceppo decorato con una faccina sorridente, due piccole gambe di legno e un cappello rosso. Tió è parzialmente coperto da una coperta e ha un tappo di sughero per il naso. Nei giorni che precedono il Natale, stando ai racconti che si fanno ai bambini, al Tió viene dato da mangiare in abbondanza. In cambio, il 25, il Tió distribuirà regali, dolci e caramelle. Ma per farlo, dovrà essere “invogliato”. Come? A colpi di bastone e rami…

In Austria (ma anche in diverse zone della Germania e dell’Italia) ad accompagnare colui che porta i regali tra il 5 e il 6 dicembre, ossia San Nicolo’, è un demonio, Krampus, dalle sembianze un po’ umane, un po’ caprone. Il Krampus spaventa i bambini durante la consegna dei doni. I bambini si vendicheranno il 27 dicembre, “picchiando” ogni adulto in vista con un ramo. L’adulto fermerà i colpi solo dando loro dei soldi. Secondo alcune ricostruzione, questa seconda fase della tradizione, sarebbe nata per commemorare il massacro degli innocenti, il racconto biblico dell’infanticidio di massa di Erode. 

Se i danesi amano ballare, gli estoni preferiscono la sauna. Già, perché tradizione vuole che Joulud, il loro Santa Claus, porti i regali nella saune. E cosi’ le famiglie si riunisco li’, tutti nudi, per scartare  pacchi e pacchetti. Molto sudati, ma felici.

26 dicembre 2017

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